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| © Nica_2014 |
Quando scocca
l'ora delle streghe,
la luna scappa dal
suo giaciglio nascosto
dietro l'arco dell'orizzonte
e, vestita a festa,
rischiara fotogrammi.
Cinque dita che sfiorano
dolcemente e senza sosta
ogni singolo pensiero,
annidato tra i capelli
da una giornata intera.
Un braccio (quello che
non è di troppo) che cintura
di sbieco il tuo fianco:
non ti lascia scappare
e ti protegge.
Lunghi arti sotto la vita
che, nel tepore del piumino
frammisto all'aria frizzante,
si fondono in immobili
paralleli sinuosi.
Un piede nudo e freddo
nel suo scivolare
circolare e leggero
tra le pieghe della pelle
e quelle delle lenzuola.
E dopo le ultime parole
a voce quasi spenta
– Buona Nanna –
un orecchio che affoga
dentro al custode del tuo respiro.

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