mercoledì 7 novembre 2012

Affogato ai ricordi

Il gomito appoggiato sul bancone
del bar sotto casa.

Il solito, grazie.

Il braccio è teso e la mano aperta
aspetta una birra, che scivola
sul mogano rosso.
Sono le tre e io continuo
ad affogare i ricordi,
in un bicchiere mezzo vuoto.
Uno dopo l'altro.

I soli a parlare sono il juke-box
dal cupolino di cristallo;
e uno straniero ubriaco
che si racconta favole
in una lingua incomprensibile.

Credo venga da Marte.

Il resto del bar, zitto,
prepara la prossima moneta.
Ora sta suonando un blues, 
forse l'ultimo.

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